giovedì 15 aprile 2010

Lavori all'aperto...

La primavera dice che sia alle porte, ma ancora non ce ne accorgiamo. Con questa introduzione vorrei portare l'attenzione su un tema, per chi svolge il proprio lavoro all'aperto, importante. Il 2009 è stato l'anno della crisi, i lavoratori dipendenti si sono visti mettere in cassa integrazione e nel peggiore dei casi licenziare senza tanti se e tanti ma. Tutto questo di conseguenza si è riversato sul mercato, da sempre strumento importante di risparmio per la spesa del ceto medio piccolo (i lavoratori appunto). Quando la crisi tocca chi lavora e produce, tocca tutti. Se a tutto questo nel mese di dicembre, ripeto Dicembre, ci mettiamo 2 settimane di gelate straordinarie con temperature sotto i 10 gradi e due settimane di Nevicate abbondanti in pianura, in città e su tutto il territorio in genere, ecco che quel briciolo di respiro che ti poteva venire dai consumi Natalizi va a farsi friggere. Se nel periodo Marzo-Aprile, quando inizi ad impostare la vendita per la stagione primaverile ti accade che ci siano piogge continuative con temperature che non superano i 10 gradi e quindi per la roba leggera si aspetta il calduccio (che non arriva) siamo a Maggio inoltrato dove non hai messo da parte un soldo bucato. In questo periodo arrivano Dichiarazione Redditi e Studi Settore, tutti strumenti giusti per il principio per cui sono stati introdotti, ma, a mio giudizio, SBAGLIATI dal punto di vista pratico dell'applicazione. Perchè questi strumenti non tengono conto di chi, ditta individuale o familiare, ha come unico introito un reddito derivante esclusivamente da LAVORO ALL'APERTO e per questo influenzabile in maniera significativa dagli eventi sopra riportati. In sede sindacale era stato riportato il pensiero ad un politico locale il quale si era preso a cuore la faccenda convenendo nella giusta causa per cui gli era stata riportata. Il politico ha fatto carriera, è arrivato dove voleva arrivare e di lui non si è più sentito parlare. Quindi a noi Lavoratori all'aperto non ci resta che sperare che domani non Piova.

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